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04 Luglio 2025

Balneari, sconto del 62% sui canoni

Balneari, sconto del 62% sui canoni

Nei giorni scorsi il Governo ha introdotto un taglio fino al 62% dei canoni demaniali marittimi per le concessioni balneari, operato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La misura arriva a poche settimane dall’avvio delle nuove gare per l’assegnazione delle concessioni, previste in applicazione della Direttiva Bolkestein. Con questa decisione, il Governo interviene nuovamente a favore dei balneari, categoria già più volte al centro delle attenzioni normative e politiche degli ultimi anni.

Il taglio dei canoni è stato inserito in un allegato tecnico del Decreto Legge n. 131/2024, cosiddetto “decreto Salva-infrazioni”, un provvedimento con cui l’Italia sta cercando di allineare la propria normativa alle richieste della Commissione Europea, evitando al contempo nuove procedure di infrazione.

Ne avevamo parlato in un precedente ciclo di articoli, pubblicati all’entrata in vigore del Decreto.

Secondo quanto riportato, lo sconto sui canoni demaniali arriva fino al 50% rispetto alle tariffe attuali, ma la riduzione effettiva su base annua sfiora il 60-62%, come certificato anche dalla Ragioneria Generale dello Stato.

Le nuove tariffe prevedono dunque:

  • Canoni delle aree scoperte, da 3,30 €/metro quadro a 2,00€/metro quadro;
  • Aree attrezzate, da 5,50€/metro quadro a 3,40€/metro quadro;
  • Aree ad alto valore commerciale, da 18,00€/metro quadro a 11,00€/metro quadro.

Queste ultime sono considerate le più redditizie per i concessionari.

La misura è stata adottata proprio mentre l’Italia è sotto osservazione da parte di Bruxelles per la gestione delle concessioni balneari. Secondo gli osservatori, l’intervento del Ministero è un ulteriore favore al comparto, in un momento in cui si cerca invece di aprire il mercato alle gare competitive previste dalla Direttiva Bolkenstein.

Infatti, la Commissione Europea aveva già avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, accusandola di non aver ancora avviato le gare pubbliche obbligatorie per legge europea.

Il provvedimento interviene anche in relazione all’automatismo di rivalutazione ISTAT che, come previsto dalla normativa precedente e dal confronto avviato dal Governo con l’Unione Europea, avrebbe dovuto far scattare un aumento automatico del 10% dei canoni per il 2025.

Questo incremento è stato bloccato, portando così a una diminuzione complessiva dei canoni che, sommata allo stop dell’aumento programmato, ha determinato una riduzione finale ancora più incisiva.

Nel contesto delle nuove gare per le concessioni, che dovrebbero prendere avvio a breve, questa drastica riduzione dei canoni potrebbe avere anche effetti indiretti sui valori di base d’asta su cui saranno calcolati i nuovi bandi di gara. L’abbassamento dei canoni, infatti riduce il valore di mercato delle concessioni, influenzando così il prezzo posto a base d’asta negli appalti pubblici. I concessionari attuali potrebbero dunque trovarsi in una posizione privilegiata per riaggiudicarsi le stesse concessioni a condizioni economiche più vantaggiose.

In conclusione, il taglio dei canoni demaniali per i balneari rappresenta un nuovo capitolo di un lungo e complesso confronto tra esigenze di tutela dell’economia nazionale e obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea.

Il comparto dei titolari di concessioni balneari viene favorito dalle politiche governative, nonostante secondo l’ultima relazione al D.L. n. 131/2024 pubblicata dalla Corte dei Conti la categoria presenti una morosità nei pagamenti del 30%, sollevando ulteriori dubbi sulla legittimità della manovra in un contesto di pressione delle istituzioni europee verso l’incremento della competizione e la fine dei privilegi riguardanti i beni demaniali.

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