-
Blog
12 Giugno 2026
Revisione prezzi negli appalti di servizi e forniture: il MIT pubblica le nuove Linee guida operative

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato le nuove Linee guida per la corretta attuazione della revisione dei prezzi “ordinaria” negli appalti di servizi e forniture, un documento destinato a fornire alle stazioni appaltanti un quadro interpretativo e operativo per l’applicazione dell’articolo 60 del Codice dei contratti pubblici.
L’iniziativa mira a rafforzare gli strumenti di tutela dell’equilibrio contrattuale nelle commesse pubbliche caratterizzate da una significativa durata nel tempo. Il documento sottolinea infatti come la revisione dei prezzi non rappresenti un mero meccanismo di adeguamento economico, ma uno strumento essenziale per garantire la sostenibilità dei contratti, la continuità delle prestazioni e il perseguimento del principio del risultato sancito dal Codice.
Uno degli aspetti più rilevanti delle Linee guida riguarda la distinzione tra revisione prezzi “straordinaria” e revisione prezzi “ordinaria”. La prima interviene in presenza di variazioni eccezionali e imprevedibili dei costi che superano le soglie fissate dalla legge; la seconda è invece destinata a governare le normali dinamiche inflattive e l’evoluzione dei costi nel corso dell’esecuzione di contratti di durata, attraverso meccanismi di indicizzazione programmati e preventivamente definiti.
Le due forme di revisione sono considerate complementari e concorrono a preservare l’equilibrio economico del rapporto contrattuale senza eliminare il normale rischio d’impresa che resta in capo all’operatore economico.
Le Linee guida evidenziano inoltre che, pur essendo facoltativa, l’introduzione di clausole di revisione ordinaria costituisce una buona pratica fortemente raccomandata per gli appalti di servizi e forniture di durata. Le amministrazioni sono invitate a valutare già nella fase di programmazione l’andamento prevedibile dei costi e a prevedere nei documenti di gara clausole chiare, trasparenti e coerenti con le caratteristiche del servizio o della fornitura affidata.
Particolare attenzione viene dedicata all’individuazione degli indici di riferimento. Il MIT richiama l’utilizzo degli indici ISTAT e delle correlazioni con le classificazioni CPV previste dall’Allegato II.2-bis del Codice, lasciando tuttavia alle stazioni appaltanti la possibilità di adottare indicatori differenti qualora quelli standard non risultino adeguatamente rappresentativi delle specificità dell’appalto, purché tale scelta sia adeguatamente motivata.
Il documento fornisce inoltre indicazioni operative per alcuni settori particolarmente esposti alle oscillazioni dei costi, tra cui pulizie e sanificazione, vigilanza, servizi sociali, ristorazione collettiva, lavanolo e sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Per ciascun ambito vengono suggeriti specifici indici o modelli compositi di indicizzazione, con l’obiettivo di favorire uniformità applicativa e ridurre il rischio di contenzioso.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la tutela dell’intera filiera contrattuale. Le Linee guida ribadiscono infatti l’obbligo per gli affidatari di trasferire ai subappaltatori gli adeguamenti riconosciuti a titolo di revisione prezzi in proporzione alle prestazioni eseguite, rafforzando così i principi di correttezza, buona fede ed equilibrio economico lungo tutta la catena dell’appalto.
Con questo documento il Ministero offre alle amministrazioni uno strumento concreto per applicare in modo uniforme e trasparente la disciplina della revisione prezzi, contribuendo a garantire maggiore stabilità ai rapporti contrattuali, sostenibilità economica delle commesse pubbliche e certezza operativa per gli operatori del mercato. In un contesto caratterizzato da persistenti dinamiche inflattive e volatilità dei costi, le nuove Linee guida rappresentano un importante punto di riferimento per una gestione più efficace ed equilibrata degli appalti di servizi e forniture.
Ti è piaciuto questo articolo?

