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12 Settembre 2025
Professioni, parte la riforma degli ordini

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 settembre 2025, ha approvato tre Disegni di Legge Delega che aprono la strada a una riforma complessiva degli ordinamenti professionali. Il provvedimento riguarda in particolare le professioni regolamentate, il settore forense e le professioni sanitarie, con l’obiettivo di aggiornare regole considerate ormai datate e frammentarie. La riforma punta a garantire un sistema più moderno, organico e allineato agli standard europei.
Il Disegno di Legge Delega Generale per la revisione organica degli ordinamenti professionali (esclusi gli ambiti forense e sanitario), provvede a ridefinire principi come la formazione, il tirocinio, l’accesso, la deontologia, la rappresentanza, la modernizzazione degli albi e l’utilizzo delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di armonizzare e semplificare il sistema.
Il Disegno di legge delega specifico per l’ordinamento forense provvede a tutelare l’indipendenza della professione legale (con ripristino del giuramento), definisce le attività esclusive dell’avvocato, disciplina reti professionali tra avvocati, equo compenso, segreto professionale, formazione continua e regime delle incompatibilità.
Il Disegno di legge delega per le professioni sanitarie include anche la responsabilità professionale (scudo penale). Contiene disposizioni per limitare la punibilità dei sanitari alla sola colpa grave (compatibilmente con linee guida o buone pratiche), introduce regole per governance, uso dell’intelligenza artificiale in sanità, promozione di scuole di specializzazione e riforma delle competenze degli ordini sanitari.
La delega investe quattordici categorie professionali, quali:
- Agrotecnici
- Architetti
- Assistenti sociali
- Attuari
- Consulenti del lavoro
- Dottori agronomi e forestali
- Geologi
- Geometri
- Giornalisti
- Ingegneri
- Periti agrari
- Periti industriali
- Spedizionieri doganali
- Consulenti in proprietà industriale
L’idea di fondo è quella di armonizzare un quadro normativo che negli anni si è stratificato, creando differenze significative tra ordini e collegi. Il Governo ha fissato un termine di ventiquattro mesi per l’attuazione delle deleghe, al fine di consentire un processo ordinato e il più possibile condiviso.
Il provvedimento è stato accolto con favore da alcune categorie professionali. Il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali ha sottolineato che la modernizzazione degli ordini è un’occasione per rafforzare la rappresentanza della categoria e per rispondere meglio alle sfide di un mercato del lavoro in continua trasformazione.
Tra gli ordini professionali più consolidati emergono invece alcune perplessità. In particolare, i commercialisti e gli avvocati hanno chiesto un rinvio dell’iter legislativo. Secondo queste categorie, il disegno di Legge Delega è stato elaborato senza un adeguato coinvolgimento degli ordini e rischia di incidere su equilibri interni già delicati. In un momento in cui molte professioni stanno affrontando rinnovi di organi di rappresentanza, l’avvio di una riforma così ampia viene percepito come potenzialmente destabilizzante.
In conclusione, la riforma degli ordinamenti professionali rappresenta uno snodo cruciale per il futuro di molte categorie regolamentate. Nei prossimi mesi sarà decisivo capire come il Governo intenderà gestire il confronto con le rappresentanze professionali, per tradurre le deleghe approvate in un testo normativo in grado di coniugare modernizzazione, partecipazione e tutela delle specificità.
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