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18 Settembre 2026

PNRR E UTILITY: PROGETTI IN ACCELERAZIONE, ORA LA SFIDA È GARANTIRE CONTINUITÀ AGLI INVESTIMENTI

PNRR E UTILITY: PROGETTI IN ACCELERAZIONE, ORA LA SFIDA È GARANTIRE CONTINUITÀ AGLI INVESTIMENTI

Il percorso di attuazione del PNRR da parte delle utility italiane registra una decisa accelerazione. È quanto emerge dal monitoraggio di Utilitalia aggiornato al 30 giugno 2026, che restituisce un quadro complessivamente positivo: dei 547 interventi analizzati, per un valore totale di 4,5 miliardi di euro, il 95% risulta già concluso oppure procede nel rispetto delle scadenze previste.

Il miglioramento rispetto alla precedente rilevazione è significativo. Il tasso medio di realizzazione dei progetti è salito dal 72% all’88%, mentre la quota degli interventi completati è quasi raddoppiata, passando dal 40% al 76%. Numeri che testimoniano la capacità delle aziende dei servizi pubblici di imprimere una forte accelerazione alla fase esecutiva, trasformando le risorse europee in infrastrutture e servizi destinati ai territori.

Tra i comparti più avanzati si distingue il settore idrico, con un tasso medio di realizzazione del 91% sui 205 progetti monitorati. Gli interventi interessano ambiti strategici come la riduzione delle perdite, il potenziamento e la digitalizzazione delle reti e il miglioramento della capacità di gestione della risorsa idrica.

Lo stesso livello di avanzamento, pari al 91%, viene registrato nel settore energetico. A trainare i risultati sono soprattutto i progetti dedicati alla resilienza delle reti, allo sviluppo dell’idrogeno e alle infrastrutture per la ricarica elettrica: investimenti essenziali per accompagnare la transizione energetica e rendere i sistemi locali più sostenibili e affidabili.

Progressi rilevanti emergono anche nel comparto dei rifiuti, dove il 93% dei progetti risulta chiuso e l’avanzamento medio ha raggiunto l’84%. Gli interventi contribuiscono al rafforzamento dell’economia circolare, attraverso nuovi impianti, sistemi più efficienti di raccolta e trattamento e un maggiore recupero delle risorse.

Il quadro resta dunque incoraggiante, pur in presenza di alcune criticità circoscritte.

Nel settore energetico si registrano ritardi nei progetti relativi al biometano, al teleriscaldamento e alle smart grid. Nel comparto idrico permangono invece difficoltà negli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e nella realizzazione delle infrastrutture primarie. L’impatto economico degli interventi non completati o oggetto di rinuncia appare comunque limitato: circa 10 milioni di euro, pari appena allo 0,4% delle risorse aggiudicate.

La questione più importante riguarda ora il futuro.

Con l’avvicinarsi della conclusione del PNRR, il rischio evidenziato da Utilitalia è quello di una frenata degli investimenti nel medio periodo, proprio mentre la modernizzazione delle infrastrutture richiede continuità, capacità progettuale e risorse stabili.

Per evitare che l’impulso generato dai fondi europei si esaurisca, sarà quindi necessario affiancare agli strumenti tradizionali nuove soluzioni finanziarie. Tra le proposte figura la creazione di un basket bond di comparto, capace di facilitare l’accesso ai capitali e di sostenere i piani industriali delle utility, comprese quelle di minori dimensioni. Il PNRR ha dimostrato che il sistema può accelerare: la sfida, adesso, è trasformare questa accelerazione in una capacità strutturale di investimento e innovazione.

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