• PNRR e PA: cresce il ricambio generazionale, ma restano le sfide strutturali

    Blog

Home   |   Blog   |   PNRR e PA: cresce il ricambio generazionale, ma restano le sfide strutturali


24 Luglio 2026

PNRR e PA: cresce il ricambio generazionale, ma restano le sfide strutturali

PNRR e PA: cresce il ricambio generazionale, ma restano le sfide strutturali

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sta contribuendo a trasformare la Pubblica Amministrazione italiana, non solo attraverso gli investimenti in innovazione e digitalizzazione, ma anche favorendo un importante ricambio generazionale. I dati del Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato, analizzati da FPA, evidenziano infatti una crescita significativa delle nuove assunzioni e un progressivo rafforzamento delle competenze presenti all’interno delle amministrazioni pubbliche.

Uno dei segnali più evidenti riguarda l’ingresso dei giovani: tra il 2023 e il 2024 il numero dei dipendenti pubblici con meno di 30 anni è aumentato del 33%, passando da meno di 158 mila a quasi 210 mila unità. Si tratta di un incremento rilevante, che testimonia come il PNRR abbia rappresentato un’opportunità concreta per attrarre nuove professionalità e favorire il ricambio delle competenze.

Tuttavia, nonostante questo risultato, gli under 30 rappresentano ancora poco più del 6% dell’intera forza lavoro della PA, segno che il percorso verso un reale riequilibrio generazionale è ancora in corso.

Parallelamente, continua a crescere anche il numero complessivo dei dipendenti pubblici. Nel solo ultimo anno l’organico è aumentato dell’1,8% e, secondo le stime, potrebbe superare i 3,4 milioni di unità entro la fine del 2026. A trainare questa crescita sono soprattutto i comparti dell’istruzione e della ricerca, che nel biennio hanno registrato circa 60 mila nuovi addetti, seguiti dal settore sanitario, con oltre 32 mila nuovi ingressi.

Le dinamiche occupazionali confermano inoltre una fase di espansione. Tra il 2023 e il 2024 le PA hanno effettuato circa 214 mila assunzioni, a fronte di 117 mila uscite. Un saldo positivo che contribuisce non solo a rafforzare gli organici, ma anche a introdurre competenze più aggiornate e profili professionali in grado di accompagnare i processi di innovazione richiesti dalla trasformazione digitale della PA.

Accanto alla crescita degli organici, emerge anche un’evoluzione nella composizione del personale: oggi il 59% dei dipendenti pubblici è laureato.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla formazione continua: nel corso del 2024 sono state erogate circa 4,5 milioni di giornate formative, anticipando di fatto gli obiettivi della direttiva prevista per il 2025, che introduce un minimo di 40 ore di formazione annua per ciascun dipendente pubblico. L’investimento nelle competenze rappresenta infatti uno degli elementi chiave per sostenere la modernizzazione della macchina amministrativa e rispondere alle nuove esigenze dei cittadini e delle imprese.

Nonostante i progressi, permangono tuttavia alcune criticità strutturali. La prima riguarda la composizione anagrafica del personale: oltre la metà dei dipendenti pubblici (54%) ha più di 50 anni e più di 121 mila lavoratori hanno già superato i 65 anni. Questo significa che il ricambio generazionale, pur avviato, dovrà proseguire nei prossimi anni per garantire la continuità delle competenze e la sostenibilità organizzativa delle amministrazioni.

La seconda sfida riguarda il potere d’acquisto delle retribuzioni. Tra il 2014 e il 2024 il salario reale medio dei dipendenti pubblici è infatti diminuito, passando da 34.374 a 32.883 euro. Un dato che evidenzia come la crescita dell’occupazione e degli investimenti nella formazione debba essere accompagnata anche da politiche capaci di valorizzare economicamente il lavoro pubblico, rendendolo sempre più attrattivo per i professionisti del futuro.

I dati più recenti restituiscono quindi l’immagine di una Pubblica Amministrazione in evoluzione: più giovane, più qualificata e orientata allo sviluppo delle competenze. Il PNRR ha dato un impulso significativo a questo processo, ma le trasformazioni in atto richiedono continuità negli investimenti e una visione di lungo periodo. Solo così sarà possibile consolidare il ricambio generazionale, rafforzare l’attrattività del settore pubblico e costruire un’amministrazione sempre più moderna, efficiente e capace di rispondere alle sfide del Paese.

Ti è piaciuto questo articolo?