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12 Giugno 2026
Intelligenza artificiale e lavoro: il quadro italiano entra nella fase attuativa

Il Consiglio dei Ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare due schemi di Decreto Legislativo in materia di intelligenza artificiale, destinati ad adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento europeo sull’IA e a dare attuazione alla Legge n. 132 del 2025. Il primo schema è di maggiore interesse per il mondo del lavoro, perché interviene su formazione, professioni, pubblica amministrazione e tutela dei lavoratori, mentre il secondo riguarda soprattutto attività di polizia, responsabilità civile e responsabilità penale.
Il passaggio è rilevante perché sposta il tema dell’intelligenza artificiale da una dimensione prevalentemente strategica e di principio a una dimensione operativa. La Legge n. 132/2025 aveva già fissato alcuni criteri generali: uso corretto, trasparente e responsabile dell’IA, approccio antropocentrico, vigilanza sui rischi economici e sociali e applicazione conforme al Regolamento UE 2024/1689. La stessa legge ha poi delegato il Governo ad adottare Decreti Legislativi per l’adeguamento nazionale, indicando tra i criteri specifici l’attribuzione di poteri alle autorità competenti, il quadro sanzionatorio, i percorsi di alfabetizzazione e formazione e la disciplina di settori sensibili.
Per le imprese e per gli enti pubblici, il profilo più immediato riguarda l’uso dell’IA nei rapporti di lavoro. Le decisioni relative alla costituzione, modifica o risoluzione del rapporto, incluse le decisioni disciplinari e i licenziamenti, non potranno essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato. La decisione finale dovrà restare affidata a una persona fisica dotata di poteri decisionali e, in caso di decisione incidente sul lavoratore, sarà richiesta una motivazione intelligibile, con indicazione dell’eventuale incidenza del sistema di IA e dei principali parametri considerati. Il licenziamento adottato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata viene indicato come nullo.
Questa impostazione si innesta su un quadro già esistente. La Legge n. 132/2025 prevede che l’IA, in ambito lavorativo, debba essere sicura, affidabile, trasparente e rispettosa della dignità umana e della riservatezza dei dati personali; richiama inoltre gli obblighi informativi previsti dall’articolo 1-bis del Decreto Legislativo n. 152/1997, relativo all’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati. Tali obblighi riguardano strumenti che incidono su assunzione, conferimento dell’incarico, gestione o cessazione del rapporto, assegnazione di compiti, sorveglianza, valutazione delle prestazioni e adempimento delle obbligazioni contrattuali.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha già evidenziato la necessità di coordinare tali obblighi con la disciplina privacy, perché l’impiego di questi sistemi comporta trattamenti di dati personali nel contesto lavorativo.
Il collegamento con l’AI Act europeo è diretto.
La Commissione europea descrive il regolamento come un quadro basato sul rischio, nel quale i sistemi di IA utilizzati per occupazione, gestione dei lavoratori e accesso al lavoro autonomo rientrano tra gli ambiti ad alto rischio, ad esempio quando supportano la selezione dei candidati o la gestione del rapporto di lavoro. Da qui discende un cambio di prospettiva: l’adozione di strumenti di IA in ambito HR, organizzativo o gestionale non può essere trattata come una semplice scelta tecnologica, ma richiede valutazioni su classificazione del sistema, qualità dei dati, tracciabilità, supervisione umana, informazione agli interessati e responsabilità del soggetto che lo utilizza.
Il secondo asse del provvedimento è la formazione. Questa si qualifica come condizione abilitante della strategia nazionale sull’IA, non limitata all’addestramento tecnico ma estesa alla capacità di comprendere il funzionamento dei sistemi, interpretarne gli output, riconoscere errori, rischi e distorsioni, tutelare i dati e mantenere una sorveglianza umana effettiva.
Il decreto interviene su scuola, università, AFAM, ITS Academy, formazione degli adulti, pubblica amministrazione, operatori sanitari, professionisti e magistrati. Il collegamento con l’AI Act è coerente con l’obbligo di alfabetizzazione all’IA e con l’esigenza di rendere effettivo un utilizzo consapevole dei sistemi, soprattutto nei contesti in cui le decisioni possono incidere su diritti, servizi o posizioni giuridiche.
Per la pubblica amministrazione, il tema è particolarmente delicato. L’IA può supportare semplificazione, gestione documentale, programmazione e servizi al cittadino, ma richiede personale formato, processi verificabili e responsabilità chiaramente imputabili.
Sul piano della governance nazionale, la legge n. 132/2025 designa AgID e ACN come autorità nazionali per l’intelligenza artificiale, attribuendo ad AgID funzioni legate a innovazione, notifica e conformità e ad ACN funzioni di vigilanza, ispezione, sanzione e cybersicurezza, ferme restando le competenze settoriali di Banca d’Italia, CONSOB, IVASS e del Garante privacy. In termini operativi, questo assetto impone alle amministrazioni e agli operatori economici che collaborano con il settore pubblico di considerare l’IA come tecnologia da governare lungo tutto il ciclo di vita, anche nei processi di acquisizione, integrazione e controllo dei fornitori.
Il quadro che emerge è quello di una regolazione che non mira a separare innovazione e tutela, ma a renderle compatibili. L’IA potrà continuare a essere impiegata per migliorare processi, servizi, produttività e capacità amministrativa, ma entro un perimetro in cui formazione, trasparenza, controllo umano, protezione dei dati e responsabilità organizzativa diventano elementi strutturali. Per imprese e pubbliche amministrazioni, la fase attuativa richiede quindi un approccio ordinato: mappare gli strumenti già in uso, distinguere gli impieghi a maggior rischio, presidiare i rapporti con i fornitori, aggiornare informative e procedure interne e garantire competenze adeguate a chi utilizza o governa sistemi di intelligenza artificiale.
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