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19 Dicembre 2025
Inconferibilità e Incompatibilità degli Incarichi: le Nuove Indicazioni ANAC

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) il 26 novembre 2025 ha approvato la delibera n. 464 del 26 novembre 2025,la quale sostituisce integralmente la precedente delibera ( n.833 del 3 agosto 2016) ormai superata sotto diversi profili, introducendo significative novità in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi pubblici.
Il provvedimento rappresenta un importante aggiornamento del quadro normativo di riferimento, necessario per adeguarsi alle modifiche legislative intervenute nell’ultimo decennio e agli orientamenti giurisprudenziali che hanno contribuito a chiarire i confini operativi dell’attività di vigilanza.
Tra le principali novità normative si evidenziano le modifiche introdotte dalla legge n. 21 del 2024, che ha disciplinato l’inconferibilità di incarichi nelle amministrazioni statali, regionali e locali a soggetti provenienti da enti di diritto privato regolati o finanziati.
Uno degli aspetti di maggiore rilevanza della nuova delibera riguarda la precisazione della natura giuridica del potere esercitato dall’Autorità. La sentenza del Consiglio di Stato n. 126 del 2018 ha chiarito che, pur escludendo l’esistenza di un potere d’ordine in capo ad ANAC, il provvedimento di accertamento di una situazione di inconferibilità o incompatibilità costituisce un atto amministrativo produttivo di effetti giuridici vincolanti.
La delibera, inoltre, definisce con maggiore precisione il rapporto sinergico tra la vigilanza esterna esercitata dall’Autorità e la vigilanza interna affidata ai Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.
La delibera sottolinea inoltre che ANAC si riserva di verificare che ai RPCT sia garantita la necessaria autonomia e indipendenza operativa, vigilando affinché non siano sottoposti ad atti di influenza indebita o ritorsivi. Tale precisazione appare particolarmente significativa per assicurare l’effettività del sistema di prevenzione, considerata la posizione interna del Responsabile rispetto all’ente di appartenenza.
Un’attenzione particolare è riservata al sistema delle dichiarazioni che devono essere rese dal soggetto al quale viene conferito l’incarico. All’atto della nomina deve essere attestata l’insussistenza di cause di inconferibilità, mentre annualmente va dichiarata l’assenza di cause di incompatibilità.
La delibera evidenzia l’importanza di strutturare un flusso procedurale chiaro per l’acquisizione e la verifica di tali dichiarazioni, che devono essere dettagliato nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione o nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. Si raccomanda inoltre di predisporre un’adeguata informativa preventiva per i soggetti interessati e di assicurare la pubblicazione delle dichiarazioni nella sezione Amministrazione Trasparente del sito web istituzionale, in conformità agli obblighi di trasparenza.
È importante sottolineare che l’attività consultiva dell’Autorità non ha carattere vincolante. Tuttavia, qualora l’amministrazione si discosti dall’interpretazione fornita da ANAC e successivamente pervenga una segnalazione all’Autorità, quest’ultima potrà avviare un’attività di vigilanza specifica. Tale meccanismo incentiva un utilizzo responsabile dello strumento consultivo e favorisce una maggiore compliance preventiva da parte degli enti.
In conclusione, la delibera ANAC n. 464 del 2025 rappresenta un intervento necessario per mantenere aggiornato ed efficace il sistema di prevenzione della corruzione nel conferimento degli incarichi pubblici. L’integrazione degli sviluppi normativi e giurisprudenziali in un quadro organico di riferimento offre agli operatori strumenti più chiari e funzionali per garantire l’imparzialità e la trasparenza nella gestione delle risorse umane della pubblica amministrazione.
L’efficacia del sistema dipenderà dalla capacità di tutte le amministrazioni di recepire tempestivamente le nuove indicazioni, implementando procedure interne coerenti con i principi enunciati dalla delibera e sviluppando una cultura organizzativa orientata alla prevenzione e alla trasparenza. In questo contesto, il ruolo sinergico tra vigilanza esterna ed interna si conferma elemento chiave per assicurare il rispetto della legalità e la tutela dell’interesse pubblico.
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