• Il nuovo parere del MIT sugli incentivi per le funzioni tecniche

    Blog

Home   |   Blog   |   Il nuovo parere del MIT sugli incentivi per le funzioni tecniche


19 Dicembre 2025

Il nuovo parere del MIT sugli incentivi per le funzioni tecniche

Il nuovo parere del MIT sugli incentivi per le funzioni tecniche

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha rilasciato un nuovo parere sulla tematica degli incentivi per le funzioni tecniche in relazione all’attestazione delle attività. Il parere contribuisce a delineare un quadro più definito sull’interpretazione dell’art. 45 del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici) e sulle condizioni necessarie per la corretta erogazione degli incentivi.

Il MIT è intervenuto con pareri specifici – tra cui il parere n. 3525 del 3 giugno 2025 e il successivo parere n. 3944 dell’11 dicembre 2025 – per chiarire che l’erogazione degli incentivi non può avvenire in modo automatico, ma deve essere subordinata a una puntuale attestazione delle attività tecniche effettivamente svolte.

In particolare, il Ministero ha evidenziato che il semplice prospetto di ripartizione delle somme non è sufficiente, se non accompagnato da una verifica formale delle prestazioni rese dai soggetti beneficiari.

Il quadro normativo di riferimento è rappresentato dall’art. 45 del D.Lgs. 36/2023, che disciplina il fondo per gli incentivi alle funzioni tecniche, destinato a remunerare attività quali la programmazione della spesa, la progettazione, la direzione dei lavori, il collaudo e il supporto al RUP.

Tuttavia, come sottolineato dal MIT, la corresponsione delle somme è legata all’effettivo svolgimento di tali funzioni e non alla sola titolarità formale dell’incarico. Da qui discende l’obbligo per la stazione appaltante di verificare e attestare in modo autonomo le attività concretamente svolte.

Un punto centrale chiarito dai pareri ministeriali riguarda il ruolo del RUP. Spetterebbe infatti al Responsabile unico del progetto attestare lo svolgimento delle funzioni tecniche, attraverso un atto espresso che certifichi la coerenza tra attività svolte e incentivi da liquidare. Tale attestazione costituisce un passaggio necessario e non sostituibile da documenti di natura meramente contabile o riepilogativa.

Il MIT ha inoltre chiarito che le stazioni appaltanti possono disciplinare internamente le modalità di attestazione, ma sempre nel rispetto del principio secondo cui deve emergere con chiarezza il nesso tra attività svolta e incentivo riconosciuto. Questo implica che l’Ente deve dotarsi di procedure interne idonee a documentare il contributo effettivo di ciascun soggetto coinvolto, evitando automatismi che potrebbero esporre l’amministrazione a rilievi contabili o a contestazioni.

In conclusione, i chiarimenti ministeriali rafforzano l’idea che gli incentivi per le funzioni tecniche non rappresentino una voce accessoria automatica, ma una forma di remunerazione strettamente connessa alla qualità e all’effettività delle prestazioni svolte. Le stazioni appaltanti sono chiamate a strutturare adeguati sistemi di attestazione e controllo, mentre il RUP assume un ruolo chiave nel garantire la correttezza dell’intero procedimento di liquidazione.

Ti è piaciuto questo articolo?