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20 Giugno 2025

Decreto Sicurezza 2025: novità sui controlli antimafia

Decreto Sicurezza 2025: novità sui controlli antimafia

Con la conversione in legge del Decreto Legge 11 aprile 2025, n. 48, tramite la Legge 9 giugno 2025, n. 80, sono state introdotte rilevanti modifiche al Decreto Legislativo n. 159 del 2011, noto come “Codice Antimafia”.

In particolare, la modifica più significativa riguarda l‘articolo 85, comma 2, che disciplina i soggetti per i quali è richiesta la documentazione antimafia. Questa modifica è parte integrante del cosiddetto “Decreto Sicurezza“, un provvedimento che introduce nuove disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, tutela del personale in servizio, protezione delle vittime dell’usura e ordinamento penitenziario.

Prima di tale modifica, l’articolo 85, comma 2, già prevedeva l’obbligo di acquisizione della documentazione antimafia per i soggetti che partecipano a procedure pubbliche come appalti e concessioni, nonché per consorzi e raggruppamenti temporanei di imprese. Tuttavia, con la nuova formulazione, il legislatore ha esteso tale obbligo anche ai contratti di rete, una forma giuridica sempre più diffusa di collaborazione tra imprese.

La rilevanza di questa estensione risiede nella natura stessa del contratto di rete. Si tratta di uno strumento giuridico attraverso il quale più imprese, pur mantenendo la propria autonomia e identità giuridica, collaborano in vista di obiettivi comuni. Fino ad ora, nonostante la loro crescente diffusione soprattutto in ambito di appalti pubblici, i contratti di rete non erano espressamente contemplati tra i soggetti sottoposti a verifica antimafia.

La modifica normativa intende quindi colmare questa lacuna, equiparando i contratti di rete ai consorzi e ai raggruppamenti temporanei di imprese ai fini delle verifiche di legalità.

Secondo quanto precisato dalle associazioni di categoria, il nuovo testo dell’art. 85 stabilisce espressamente che anche nei contratti di rete la documentazione antimafia deve riguardare non solo il soggetto giuridico “rete”, ma anche tutte le imprese aderenti e l’eventuale organo comune, laddove previsto dal contratto stesso.

Questo implica che, ai fini della partecipazione a procedure pubbliche o per l’ottenimento di benefici pubblici, sarà necessario verificare i requisiti antimafia di ciascuna impresa della rete, così come già avviene per i consorzi e i raggruppamenti temporanei di imprese.

L’intervento legislativo mira a rafforzare il presidio di legalità all’interno degli strumenti di collaborazione inter-aziendale, spesso utilizzati anche in contesti territoriali dove il rischio di infiltrazioni mafiose è più elevato. Le verifiche antimafia vengono così estese a tutte le articolazioni del soggetto economico complesso rappresentato dalla rete d’impresa, in una logica di controllo più penetrante ed efficace. La modifica normativa risulta coerente con l’orientamento consolidato del legislatore e della giurisprudenza, teso a rafforzare i controlli sui soggetti economici che accedono a risorse e opportunità.

L’entrata in vigore della legge di conversione, avvenuta il 10 giugno 2025, ha immediatamente reso operative le nuove disposizioni. Gli operatori economici che intendono partecipare a gare pubbliche o fruire di concessioni, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche tramite contratti di rete devono dunque adeguarsi alle nuove prescrizioni in materia di documentazione antimafia, aggiornando la propria documentazione e verificando la regolarità delle imprese aderenti al contratto di rete.

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