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12 Giugno 2026
Cloud and AI Development Act: il prossimo passo in Unione Europea

Il grande sviluppo dell’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale e sul cloud, di cui siamo testimoni negli ultimi anni, pone interrogavi su diversi fronti: dalla cybersicurezza alla legislazione specifica; dall’etica all’ambiente; dalla definizione degli interessi in gioco alla tutela dai rischi.
Un importante passo avanti verso la costituzione di una strategia comunitaria a livello europeo, riguardante queste sfide del presente, è rappresentato dal Cloud and AI Development Act (CADA); una proposta di legge presentata dalla Commissione Europea lo scorso 3 giugno.
Questa proposta legislativa, che integra nuove spinte normative (Es: strategia UE per l’open source; normativa in materia di chip 2.0), si pone tre obiettivi principali:
- ricerca, sviluppo e innovazione della nuova generazione di sistemi IA e cloud;
- aumentare i data center presenti sul territorio europeo accelerando le condizioni per la loro installazione, con uno sguardo predominante per le funzioni del settore pubblico europeo;
- introduzione di un quadro di valutazione unico, a livello europeo, che vada nella direzione della sovranità in materia di intelligenza artificiale e cloud, unitamente, ad un processo di adozione per il settore pubblico.
Una delle principali novità che si trova all’interno del testo in esame è l’introduzione di quattro livelli di garanzia, dove, il livello 1 rappresenta la soglia minima per il settore pubblico europeo ed i successivi, caratterizzati dall’individuazione di criteri via via più stringenti, si riferiscono a tutti quei settori più critici e strategici.
La discriminante rispetto ai diversi livelli di classificazione si ritrova nella valutazione dei rischi svolta sia dagli Stati membri sia dalle istituzioni europee mantenendo saldo il principio di proporzionalità.
Un ulteriore obiettivo strategico di questa proposta di Regolamento riguarda l’implementazione della capacità dei data center presenti sul territorio europeo, nello specifico la Commissione si pone come obiettivo quello di triplicare la capacità totale nei prossimi cinque – sette anni.
Un occhio di riguardo anche alla sostenibilità ambientale, secondo le stime presenti nel nuovo studio dell’Università delle Nazioni Unite entro il 2030 il fabbisogno di energia elettrica dei data center sarà paragonabile a quello (attuale) del Giappone, in aggiunta ad un consumo di acqua annuo stimato in 9.300 miliardi di litri. L’Unione Europea con questa proposta pone l’attenzione all’alto efficientamento energetico che devono garantire i nuovi centri per attuare una transizione digitale che vada ad impattare il meno possibile sull’ambiente.
Il Cloud and AI Development Act rappresenta un tassello fondamentale nella strategia europea per rafforzare la propria autonomia tecnologica in un contesto globale sempre più competitivo. La capacità di sviluppare infrastrutture digitali avanzate, garantendo al contempo elevati standard di sicurezza, sostenibilità e tutela degli interessi pubblici, sarà determinante per il futuro dell’ecosistema digitale europeo.
La sfida non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma la costruzione di un modello di sviluppo capace di coniugare innovazione, sovranità e responsabilità.
L’Europa vuole essere l’attore protagonista di un processo che, ad oggi, risulta inarrestabile.
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