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06 Marzo 2026
Appalti verdi e criteri sociali nell’UE

Negli ultimi mesi l’European Environmental Bureau (EEB) ha spinto con forza per un ripensamento delle strategie di appalto pubblico nell’Unione Europea, sostenendo che la chiave per una crescita industriale competitiva e sostenibile non sia il tradizionale criterio di preferenza geografica (Buy European), ma piuttosto l’integrazione di criteri ambientali e sociali solidi negli acquisti pubblici.
Il report “Made with EU Green Criteria”, sottolinea come un approccio basato esclusivamente sull’origine geografica dei prodotti non è sufficiente a garantire una transizione industriale realmente sostenibile. Anziché premiare automaticamente i prodotti realizzati nell’UE, l’associazione propone di privilegiare prodotti e servizi che soddisfino elevati criteri di sostenibilità ambientale e sociale, rafforzando così la competitività delle imprese europee più virtuose e stimolando l’innovazione.
La proposta consiste nel legare gli appalti pubblici a standard di performance ambientale chiari e verificabili, in linea con obiettivi quali neutralità climatica, riduzione dell’inquinamento e promozione dell’economia circolare. Questo significa che una gara di appalto non dovrebbe semplicemente favorire un fornitore europeo, ma quello che raggiunge migliori standard di sostenibilità lungo tutto il ciclo di vita del prodotto o servizio, indipendentemente dalla sua origine geografica.
Nel contesto delle norme europee, esistono già strumenti consolidati per sostenere questa transizione. Il Green Public Procurement (GPP) è un insieme di criteri e linee guida che le autorità pubbliche possono integrare nei loro processi di acquisto per ridurre l’impatto ambientale dei beni, servizi e lavori acquisiti. Tali criteri, pur essendo ancora in larga parte volontari, sono parte integrante delle strategie europee per promuovere la sostenibilità nel settore pubblico.
La Commissione Europea fornisce risorse pratiche, come il Buying Green Handbook, per aiutare gli enti pubblici ad applicare questi criteri nei bandi e nelle valutazioni delle offerte, includendo metodologie per considerare l’intero ciclo di vita dei prodotti, l’uso di energie rinnovabili e criteri di performance ambientale nei processi di valutazione.
Un ulteriore elemento chiave è l’EU Ecolabel, un sistema di certificazione volontaria per prodotti e servizi con prestazioni ambientali elevate riconosciute a livello comunitario. Questo strumento facilita l’inserimento delle specifiche tecniche nei documenti di gara, offrendo criteri verificabili e basati su standard scientifici che i bandi possono richiamare come prova di sostenibilità.
L’EEB, nel presentare le sue raccomandazioni alla revisione delle direttive europee sugli appalti pubblici, sottolinea inoltre l’importanza di obiettivi obbligatori di sostenibilità, monitoraggio e reporting più rigorosi, e capacità rafforzata per le stazioni appaltanti affinché possano applicare efficacemente criteri ambientali e sociali a tutti i contratti pubblici.
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