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24 Ottobre 2025
Anche gli incarichi legali sono soggetti all’obbligo di rotazione. Il parere dell’ANAC

il Comune di Lamezia Terme è stato recentemente oggetto di attenzione da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) a seguito di segnalazioni per presunte irregolarità nell’aver affidato in modo continuativo incarichi legali a tre professionisti esterni, senza applicare il principio di rotazione previsto dal Codice dei contratti pubblici e dalle Linee Guida ANAC, anche se non più in vigore.
Secondo quanto riportato nella Delibera ANAC n. 335 del 23 luglio 2025, il Comune di Lamezia Terme ha affidato incarichi legali a tre avvocati esterni dal 2011 fino alla data della delibera, senza ricorrere a procedure comparative né garantire l’alternanza degli incarichi. Tali incarichi sono stati conferiti attraverso convenzioni annuali, rinnovate nel tempo, senza una valutazione comparativa tra diversi professionisti del settore, con la giustificazione dell’assenza di una Avvocatura comunale.
“Le proroghe della Convenzione con i tre legali sarebbero state giustificate dal Comune di Lamezia Terme in ragione dei disparati incarichi e delle molteplici funzioni espletate dal Dirigente dell’Avvocatura, unitamente alla carenza di personale internoqualificato per assumere la rappresentanza in giudizio”.
L’ANAC ha confermato nella delibera che questa prassi contrasta con i principi di trasparenza, concorrenza e rotazione previsti dal Codice dei contratti pubblici (art. 49) e dalle Linee Guida ANAC anche se non più in vigore, che stabiliscono l’obbligo per gli Enti di garantire l’alternanza degli incarichi legali, anche in assenza di procedure di gara formali.
Infatti “Le esclusioni previste dall’art. 17, comma 1, lett. d) del Codice dei Contratti riguardano sia gli incarichi di patrocinio legale in relazione a contenziosi già esistenti, sia la consulenza legale in vista di uno specifico futuro contenzioso, sia i servizi legali collegati all’esercizio di pubblici poteri. Tali prestazioni professionali, anche se escluse dall’ambito di applicazione oggettiva del Codice sono comunque assoggettate per il loro affidamento, ai sensi dell’art. 4 dello stesso Codice, al rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità, così come ribadito dal parere n. 1502/2017 della Commissione speciale del Consiglio di Stato emanato prima della pubblicazione delle Linee guida n. 12 dell’Autorità in tema di servizi legali.”
Tale disposizione mira a prevenire situazioni di consolidamento di posizioni dominanti da parte di singoli professionisti e a promuovere una gestione più efficiente e trasparente degli incarichi legali da parte degli Enti Locali.
Inoltre, secondo quanto precisato dal Consiglio di Stato, Sezione V, nella sentenza n. 2776 del 2 aprile 2025, la normativa di riferimento suggerisce, come regola generale di carattere esemplificativo, di ricorrere a strumenti quali interpelli per permettere ai soggetti interessati di dichiarare la propria disponibilità, la creazione di elenchi dai quali selezionare i professionisti più idonei e, ove possibile, l’adozione di una certa rotazione negli incarichi conferiti.
Sempre secondo il Consiglio di Stato, è necessario verificare caso per caso che non si verifichino abusi o eccessi nell’utilizzo del meccanismo dell’affidamento diretto.
Sottolinea l’ANAC come “in maniera inequivocabile i tre professionisti individuati dal Comune nel corso degli ultimi 15 anni non hanno ricevuto singoli conferimenti di incarichi fiduciari bensì risultano supportare in maniera continuativa gli Uffici Comunali dell’Ente per quel che concerne l’espletamento dei c.d. “servizi legali”.
In aggiunta, il comune prestava un compenso di circa 2.000,00 € a ciascun professionista, evidenziando quindi come “il compenso prestabilito rende assolutamente inconferente il richiamo all’art. 17 co. 1 let. d) del d.lgs. n. 50 del 2016 che si rivolge ad incarichi di patrocinio legale relativi a specifici contenziosi presenti o futuri”.
In conclusione, il caso del Comune di Lamezia Terme evidenzia l’importanza di applicare correttamente il principio di rotazione anche agli incarichi legali, al fine di garantire una gestione trasparente, concorrenziale e imparziale degli incarichi nel rispetto dei principi del Codice.
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