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05 Giugno 2026

Affidamento diretto e concessioni: l’art. 50 guida anche l’ente concedente verso scelte motivate e coerenti

Affidamento diretto e concessioni: l’art. 50 guida anche l’ente concedente verso scelte motivate e coerenti

Negli affidamenti sotto soglia l’affidamento diretto rappresenta la via più rapida. Proprio per questo funziona al meglio quando l’istruttoria resta proporzionata e la motivazione esplicita le ragioni della scelta. La sentenza del Consiglio di Stato (Sez. V, 25 maggio 2026, n. 4185) offre un chiarimento utile anche per le concessioni.

Il Collegio richiama la definizione di affidamento diretto contenuta nell’art. 3, comma 1, lett. d), dell’Allegato I.1 al d.lgs. 36/2023, sottolineando che la scelta del contraente è rimessa alla discrezionalità della stazione appaltante o dell’ente concedente. Nel lessico del Codice, l’affidamento diretto include espressamente anche le concessioni, e l’art. 50 diventa così una bussola operativa anche per l’ente concedente nelle concessioni sotto soglia.

Il punto, però, è un altro: la pronuncia mette a fuoco la coerenza tra forma e sostanza. Quando si opta per l’affidamento diretto, l’impianto procedimentale valorizza istruttoria e motivazione, e resta riconoscibile anche nelle ipotesi in cui l’ente acquisisce preventivi e indica criteri di massima.

Il perimetro dell’affidamento diretto, secondo il Consiglio di Stato

La sentenza descrive l’affidamento diretto come scelta fiduciaria del contraente: anche quando l’amministrazione interpella più operatori economici e acquisisce preventivi, la decisione resta discrezionale e si traduce in una motivazione che dia conto delle ragioni della selezione. La raccolta di più preventivi svolge, quindi, una funzione istruttoria e rafforza la motivazione della scelta.

Da questa impostazione discendono alcune conseguenze nette:

  • l’istruttoria ruota attorno alla discrezionalità e alla motivazione della scelta, con acquisizione di preventivi come elementi informativi;
  • la selezione individua direttamente il contraente e si esprime in un provvedimento motivato, valorizzando le ragioni di preferenza emerse dall’istruttoria;
  • i preventivi acquisiti operano come dati istruttori, utili a comprendere il mercato e a supportare la motivazione della scelta.

In questa prospettiva, la richiesta di preventivi e l’indicazione di criteri di massima strutturano l’istruttoria e rendono più solida la motivazione, mantenendo la scelta sul terreno dell’affidamento diretto.

Interpello e procedura negoziata: una distinzione che orienta la scelta

Il Consiglio di Stato valorizza una distinzione semplice quanto operativa: la procedura negoziata segue una logica competitiva e si sviluppa come gara; l’interpello con acquisizione di preventivi rappresenta una modalità di istruttoria che sostiene l’affidamento diretto. Nel primo caso il confronto tra offerte guida la scelta; nel secondo la motivazione guida la selezione del contraente.

Gli indicatori che portano la procedura nel perimetro della gara

La sentenza individua alcuni elementi che collocano la procedura nel perimetro della gara: una fase preliminare aperta di manifestazioni di interesse, un confronto competitivo tra più proposte, il vaglio di una commissione giudicatrice, un criterio di aggiudicazione e, in generale, la selezione dell’offerta migliore. Con questi indicatori, la procedura assume le forme della gara e richiede l’applicazione delle relative regole.

Ricadute pratiche (anche) per le concessioni

Letta dal punto di vista delle concessioni, la pronuncia offre una chiave di lettura utile: l’ente concedente può utilizzare l’affidamento diretto come strumento sotto soglia e gestirlo in modo coerente, tenendo separati istruttoria fiduciaria e confronto competitivo. Due attenzioni operative, coerenti con le indicazioni della sentenza, possono fare la differenza:

  • Affidamento diretto: trattare i preventivi come supporto alla motivazione, impostando l’istruttoria su criteri di massima e concludendo con una selezione diretta del contraente tramite provvedimento motivato;
  • Confronto tra offerte: scegliere una procedura competitiva e gestirla come tale, così che le regole di gara diventino il parametro di legittimità dell’azione amministrativa.

In sintesi, il Consiglio di Stato conferma un principio valido per appalti e concessioni: l’affidamento diretto è una forma di scelta del contraente centrata su discrezionalità e motivazione, riconoscibile dalla struttura fiduciaria dell’istruttoria. Quando la procedura si costruisce intorno a un confronto competitivo, il regime giuridico segue le regole di gara.

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