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30 Ottobre 2026
Accesso agli atti di gara: il Consiglio di Stato chiarisce i presupposti del termine di dieci giorni

La tempestività dell’accesso alla documentazione di gara rappresenta un elemento essenziale per garantire trasparenza, tutela degli operatori economici ed efficienza delle procedure di affidamento. Un principio che trova conferma nella sentenza del Consiglio di Stato, Sezione V, n. 7776 del 27 ottobre 2026, intervenuta sull’applicazione del rito super accelerato disciplinato dall’articolo 36 del D.Lgs. 36/2023.
La pronuncia chiarisce il rapporto tra gli obblighi informativi delle stazioni appaltanti e i termini processuali previsti per contestare le decisioni relative all’oscuramento delle offerte, offrendo indicazioni operative per le amministrazioni e gli operatori economici.
L’articolo 36 del D.Lgs. 36/2023 introduce un sistema di accesso alla documentazione di gara fondato sulla disponibilità automatica degli atti attraverso le piattaforme digitali.
In particolare, contestualmente alla comunicazione dell’aggiudicazione, devono essere resi disponibili ai candidati e agli offerenti non definitivamente esclusi l’offerta dell’aggiudicatario, i verbali di gara e gli atti presupposti all’aggiudicazione.
Ai primi cinque classificati è inoltre riconosciuta la possibilità di accedere reciprocamente alle offerte presentate dagli altri concorrenti collocati nelle prime cinque posizioni.
Il sistema mira a favorire una conoscenza tempestiva degli elementi rilevanti della procedura, consentendo agli operatori di valutare consapevolmente l’eventuale esercizio delle proprie prerogative di tutela.
Un aspetto centrale riguarda il rito speciale previsto dall’articolo 36, comma 4, che stabilisce un termine di dieci giorni per impugnare le decisioni della stazione appaltante sulle richieste di oscuramento delle offerte.
La sentenza n. 7776/2026 chiarisce che tale meccanismo opera quando l’amministrazione abbia adempiuto agli obblighi informativi contestualmente alla comunicazione digitale dell’aggiudicazione, dando anche evidenza delle decisioni adottate sulle richieste di oscuramento.
Il Consiglio di Stato richiama i principi dell’Adunanza Plenaria n. 8 del 2026, secondo cui l’accelerazione processuale trova giustificazione nella piena e tempestiva conoscibilità della documentazione.
In presenza di un’inosservanza sostanziale di tali obblighi, trova invece applicazione la disciplina ordinaria del rito sull’accesso prevista dall’articolo 116 del Codice del processo amministrativo.
La controversia riguardava una procedura di affidamento di servizi di vigilanza indetta dalla Regione Campania.
La stazione appaltante aveva comunicato l’aggiudicazione il 24 ottobre 2025, rendendo note le ragioni dell’oscuramento di alcune parti dell’offerta tecnica. La documentazione di gara, compresa l’offerta parzialmente oscurata dell’aggiudicatario, era stata tuttavia pubblicata soltanto il 7 novembre successivo.
Il giudice di primo grado aveva dichiarato tardiva l’azione relativa all’accesso all’offerta non oscurata, applicando il termine speciale di dieci giorni.
Il Consiglio di Stato ha invece rilevato che la pubblicazione successiva dell’offerta impediva di considerare soddisfatto il requisito della contestualità.
Di conseguenza, ha accolto l’appello e annullato con rinvio la decisione di primo grado, consentendo il riesame della controversia secondo il corretto regime processuale.
La pronuncia evidenzia l’importanza di coordinare tre attività: comunicazione dell’aggiudicazione, disponibilità della documentazione e decisione espressa sulle richieste di oscuramento.
Per le amministrazioni diventa quindi strategico strutturare procedure interne capaci di assicurare la pubblicazione tempestiva degli atti, la corretta gestione delle informazioni riservate e la tracciabilità delle decisioni adottate.
Anche per gli operatori economici assume particolare rilievo la verifica dell’effettiva disponibilità dei documenti, ai fini dell’individuazione del rito applicabile e della tutela delle proprie posizioni.
La decisione conferma che la digitalizzazione delle gare esprime il proprio valore attraverso processi informativi completi, coordinati e verificabili.
La corretta gestione dell’accesso agli atti diventa così un presidio di certezza procedurale e di efficienza amministrativa, contribuendo a rendere più consapevole il confronto tra operatori economici e stazioni appaltanti e a favorire una gestione del contenzioso coerente con le garanzie previste dall’ordinamento.
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