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I nuovi CAM per ristorazione collettiva e derrate alimentari

Con DM n. 65 del 10 marzo 2020 è stato aggiornato il CAM di Ristorazione Collettiva e fornitura di derrate alimentari, il quale entrerà in vigore dopo 120 giorni dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Come prima osservazione è interessante osservare come il CAM definisca chiaramente i differenti settori di attività, ovvero ospedali, scuole ed uffici. Infatti, seppur simili nella fornitura del prodotto, il servizio connesso all’erogazione del pasto e la tipologia di pasto, in funzione del fruitore finale è sostanzialmente differente. Pertanto è sicuramente utile una chiara definizione dei differenti servizi, soprattutto ai fini dell’applicazione, che ricordiamo è obbligatoria almeno per le specifiche tecniche e per le clausole contrattuali.

Il CAM di derrate Alimentari si pone inoltre l’ambizioso obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, anche tramite la riduzione dello spreco alimentare, lungo tutto il ciclo di vita del prodotto. Infatti è previsto che:

  • il cibo “non servito” sia prioritariamente donato ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, ovvero ai soggetti indicati nell’art. 13 della legge n. 166/2016 che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita di prodotti alimentari
  • le eccedenze di cibo servito siano destinate all’alimentazione degli animali, ovvero in canili o in gattili, oppure destinate a recupero in sistemi di compostaggio di prossimità se presenti in zone limitrofe o nei contenitori adibiti alla raccolta della frazione umida

I CAM promuovono inoltre la biodiversità, la riduzione del consumo di proteine animali, in quanto, come noto, la produzione intensiva di allevamenti è fonte di elevato consumo di risorse idriche a livello mondiale, oltre ad essere una delle principali cause di deforestazione.

Sicuramente delle novità che chiederanno un effettivo ed efficiente monitoraggio da parte delle Amministrazioni sulla corretta ed efficace applicazione dei fornitori.

Laura Carpineti