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L’APPALTO PRE-COMMERCIALE

andrea martino racconta come si può pubblicare un appalto pre-commerciale nel settore pubblico trovando soluzioni innovative sopratutto nella parte normativa – burocratica del processo e in quella di selezione dei fornitori

il fulcro di questo tipo di bandi è chiedere al mercato di sviluppare prodotti innovativi che non sono presenti sul mercato.

il pre-commercial procurement, infatti, prevede che il prodotto sia innovativo e non replichi qualcosa che già esiste. questa è un’esigenza fondante per questa procedura, perché il pre-commercial procurement nasce per far sì che la spesa pubblica diventi anche volano d’innovazione, e sarebbe inutile se si investisse per sviluppare prodotti o servizi che già esistono.

il primo passo fondamentale di un appalto pre-commerciale è avviare un approfondito dialogo tecnico con il mercato che consenta la verifica dell’esistenza di prodotti in grado di rispondere al bisogno dell’amministrazione pubblica e una ricerca di anteriorità brevettuale.

questa nuova forma di acquisto produce un problema reale di realizzazione che può essere superato a causa dell’incertezza normativa: vero è che l’acquisto tramite pcp è una procedura non tipizzata, cioè non esiste una normativa specifica a cui far riferimento. ma contemporaneamente è prevista e incentivata in diverse direttive europee e comunicazioni ufficiali, quindi è possibile perseguire la volontà del legislatore incrociando i molti riferimenti normativi che si sono susseguiti in questi anni.

il punto di partenza è che l’impiego degli appalti pre-commerciali per l’acquisto di soluzioni innovative è previsto nella comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni com (2007) 799 “appalti precommerciali: promuovere l’innovazione per garantire servizi pubblici sostenibili e di eleva- ta qualità in europa” e nel documento di lavoro dei servizi della commissione sec(2007)1668 “esempio di un possibile approccio per l’appalto dei servizi di r&s che prevedono la condivisione dei rischi e dei benefici alle condizioni di mercato”.

inoltre, considerando che quando si aggiudicano appalti di servizi di ricerca e sviluppo (r&s), l’intervento dell’amministrazione pubblica non si configura come aiuto di stato, gli appalti pre- commerciali sono sottratti alla piena applicazione delle direttive europee in materia di appalti pubblici, ai sensi dell’art. 19 lett. f) della direttiva 2004/18/ce e dell’art. 24, lett. e) della direttiva 2004/17/ce.

ne consegue che il contratto di pre-commercial procurement è una forma contrattuale ammessa, prevista e incentivata.

la procedura con modalità di fatto innovative può essere sviluppata in tre fasi, così da avvicinarsi per passi successivi alla soluzione.

1. “studio di fattibilità” in cui tutti i concorrenti presentano le proprie soluzioni dinnanzi a una commissione giudicatrice, proprio come in un qualsiasi altro appalto. al termine di questa fase, la selezione della commissione giudicatrice individua quattro concorrenti “vincitori”, cioè ammessi alla fase successiva.

2. la seconda fase prevede la “progettazione tecnica” della soluzione proposta alla commissione giudicatrice. questa fase è caratterizzata da un confronto competitivo tra i quattro concorrenti in cui le proposte possono essere giudicate in base alla bontà del “progetto tecnico esecutivo.dal confronto competitivo si può prevedere di selezionare i due vincitori, ammessi alla fase tre.
 per incentivare la partecipazione anche degli operatori economici più piccoli, che magari potrebbero essere in difficoltà nell’investire risorse per partecipare alla gara, può essere eliminata la richiesta di cauzione provvisoria e la soglia di fatturato come criteri minimi di partecipazione.
inoltre per ciascuno dei quattro concorrenti ammessi alla fase 2 si può prevedere un corrispettivo economico a titolo di rimborso per aver partecipato e completato le fasi 1 e 2.

3. il risultato finale di tutto questo processo sarà la creazione di un prodotto da proporre sul mercato. guardando al domani, in linea con gli indirizzi comunitari, viene considerato strategico evitare di porre le basi per una situazione di monopolio e così scegliere di sostenere due idee concorrenti. i due fornitori vincenti, quindi, svilupperanno soluzioni diverse al medesimo problema e saranno in concorrenza per conquistare il mercato.

per concludere in primo luogo è fondamentale individuare in maniera corretta il fabbisogno.

il prodotto ancora non esiste, ma le tecnologie e le innovazioni presenti sul mercato devono poterlo soddisfare al termine del percorso. questo implica che chi deve stilare il bando deve possedere competenze tecniche rilevanti e deve avere una conoscenza dettagliata e approfondita del mercato.

ll secondo punto è l’inquadramento normativo a cui fare riferimento: è importante articolare la procedura contrattuale secondo i dettami della normativa sui contratti pubblici, individuando tutti i passaggi e i princìpi da seguire.

infine, va sottolineato un aspetto strategico: secondo il mio modo di vedere una procedura di pre-commercial procurement non è una procedura di acquisto tradizionale, quanto piuttosto una procedura ponte.

attraverso un bando pre-commercial procurement si sviluppa la soluzione di cui si ha bisogno, ma l’acquisto vero e proprio avviene in una fase successiva con un bando tradizionale. e questo tipo di impostazione aiuta a semplificare decisamente il tutto.